Premessa
Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? E' la domanda che molti risparmiatori si stanno ponendo di fronte alla nomina di Kevin Warsh al vertice della Federal Reserve (la Banca Centrale degli Stati Uniti) da parte di Donald Trump.
La nomina di Warsh dovrà essere confermata dal Senato, dove il Partito Repubblicano ha la maggioranza per cui non ci dovrebbero essere sorprese dell'ultimo minuto.
In questo articolo cerchiamo di capire, in modo semplice, quali potrebbero essere le conseguenze delle sue decisioni sui principali mercati finanziari: oro, obbligazioni e azioni. Lo faremo tenendo conto sia degli scenari "ottimistici" (bicchiere mezzo pieno), sia di quelli più prudenti o negativi (bicchiere mezzo vuoto).
Un passo indietro: cosa è successo sui mercati dei metalli preziosi
Prima di guardare al futuro, è utile capire il recente passato. Le oscillazioni molto forti osservate venerdì sui mercati dei metalli preziosi, e in particolare l'argento, non sono state dovute solo alle notizie sulla Fed, ma soprattutto alle forti spinte speculative accumulate negli ultimi due mesi.
Queste spinte sono passate in larga parte attraverso strumenti derivati (futures, opzioni, prodotti a leva), che amplificano i movimenti dei prezzi. In pratica:
- chi era posizionato al rialzo o al ribasso tramite strumenti a leva ha dovuto chiudere velocemente le posizioni;
- questo ha generato movimenti molto bruschi, che non riflettono sempre il valore "fondamentale" dello strumento sottostante, ma piuttosto la dinamica tecnica del mercato.
Per l'investitore di medio-lungo periodo è importante non farsi influenzare eccessivamente da queste giornate di forte volatilità: vanno interpretate nel contesto di manovre speculative e non come un cambiamento definitivo di tendenza.
Il ruolo della Fed: perché tutti guardano ai tassi d'interesse
La Federal Reserve (Fed) è la banca centrale degli Stati Uniti e ha due obiettivi principali:
- mantenere la stabilità dei prezzi (controllo dell'inflazione);
- favorire la crescita economica e l'occupazione.
Lo strumento principale con cui la Fed influenza l'economia è il tasso di interesse di riferimento. Cambiando questo tasso, la Fed rende più caro o più economico il denaro:
- se abbassa i tassi, prendere a prestito costa meno: le famiglie e imprese sono incentivate a spendere e investire;
- se alza i tassi, il credito diventa più caro: i consumi e gli investimenti rallentano, ma si tiene sotto controllo l'inflazione.
Oltre ai tassi, negli ultimi anni la Fed ha usato anche un altro strumento: l'acquisto massiccio di obbligazioni, che ha fatto crescere enormemente il suo bilancio. Adesso si discute su come e quando ridurre questo bilancio, cioè vendere parte delle obbligazioni accumulate.
Scenario 1: Warsh taglia i tassi (bicchiere mezzo pieno per chi investe)
Uno degli scenari discussi è quello in cui il nuovo Presidente della Fed, anche sotto la pressione politica dell'amministrazione Trump, decida di tagliare i tassi d'interesse.
Cosa potrebbe significare questo, in modo semplice, per i diversi mercati?
Oro: meno concorrenza dalle obbligazioni
Quando i tassi di interesse scendono e le obbligazioni nuove offrono rendimenti sempre più bassi, l'oro torna ad essere interessante:
- l'oro non paga cedole né interessi, ma in un mondo in cui i titoli obbligazionari rendono pochissimo, questa sua "mancanza" pesa meno;
- molti investitori lo vedono come bene rifugio contro i rischi di inflazione futura o di instabilità finanziaria.
In questo scenario è plausibile aspettarsi una crescita del prezzo dell'oro, proprio perché perde forza la concorrenza delle obbligazioni.
Obbligazioni: salgono i prezzi dei titoli già emessi
Se la Fed abbassa i tassi:
- le nuove emissioni di obbligazioni offriranno cedole più basse;
- le obbligazioni già in circolazione, che distribuiscono cedole più alte, diventano più appetibili e il loro prezzo sale.
Per chi possiede già obbligazioni a tasso fisso, questo può essere uno scenario favorevole: il valore di mercato del portafoglio obbligazionario aumenta. Naturalmente, chi entra dopo si troverà invece a comprare titoli con rendimenti più contenuti.
Azioni: aziende meno gravate dai debiti
Tassi più bassi significano costo del denaro più basso anche per le imprese:
- le aziende fortemente indebitate pagano meno interessi passivi;
- questo migliora i bilanci e gli utili;
- gli investitori, vedendo prospettive di guadagni maggiori, sono spesso disposti a pagare di più per le azioni.
Inoltre, con rendimenti obbligazionari molto bassi:
- molti risparmiatori sono meno incentivati a tenere soldi in titoli di Stato o obbligazioni;
- una parte di questa liquidità si sposta verso li mercato azionario, alla ricerca di rendimenti più elevati.
Risultato possibile: crescita dei mercati azionari, almeno nel breve-medio periodo.
Scenario 2: Warsh riduce il bilancio della Fed (bicchiere mezzo vuoto per gli asset rischiosi)
L'altro grande tema è la volontà di ridurre il bilancio della Fed, cioè diminuire l'ammontare di obbligazioni in portafoglio. In pratica, questo significa che la Fed potrebbe vendere una parte consistente dei titoli che ha comprato negli anni passati.
Effetto sui tassi: più obbligazioni in circolazione, meno liquidità
Se la Fed vende obbligazioni:
- aumenta l'offerta di titoli sul mercato;
- per renderli appetibili, i prezzi potrebbero scendere e i rendimenti (tassi) salire;
- allo stesso tempo, viene ritirata una parte della liquidità immessa negli anni precedenti.
Di fatto, è come se la Fed stesse facendo una stretta monetaria: meno liquidità disponibile e tassi in rialzo.
Oro: torna un concorrente forte
Con i rendimenti obbligazionari più alti:
- le obbligazioni tornano ad essere un'alternativa interessante per chi vuole difendersi dall'inflazione e dalla volatilità;
- l'oro, che non genera flussi cedolari, rischia di perdere attrattiva rispetto ai titoli che offrono un buon interesse.
In questo contesto si potrebbe assistere a un calo del prezzo dell'oro, proprio perché i risparmiatori trovano nelle obbligazioni un "rifugio" più remunerativo.
Azioni: aziende più in difficoltà
Tassi di interesse più alti hanno ripercussioni dirette sulle imprese e sull'economia reale:
- le aziende indebitate trovano più difficile rifinanziarsi a condizioni vantaggiose;
- aumentano i costi per interessi passivi, riducendo i margini di profitto;
- le famiglie possono essere meno inclini a spendere se ottengono buoni rendimenti tenendo i soldi in obbligazioni;
- chi deve indebitarsi (per comprare casa, investire, espandere l'attività) trova condizioni meno favorevoli.
Questa combinazione può portare a:
- crescita più lenta degli utili societari;
- maggiore prudenza degli investitori;
- possibili correzioni al ribasso dei mercato azionari.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Dipende da dove guardiamo
Come spesso accade in finanza, non esiste uno scenario solo positivo o solo negativo.
Ogni scelta di politica monetaria ha vincitori e vinti, benefici e costi.
- Con tassi più bassi e politica espansiva: bicchiere tendenzialmente mezzo pieno per azioni e oro, ma attenzione ai rendimenti molto bassi delle nuove obbligazioni e ai possibili squilibri futuri.
- Con riduzione del bilancio Fed e tassi in rialzo: bicchiere mezzo pieno per chi investe in obbligazioni a tassi più interessanti, ma mezzo vuoto per oro e azioni, soprattutto per le aziende più indebitate.
Per il risparmiatore, il vero errore sarebbe guardare al bicchiere da un solo lato, senza considerare l'insieme del quadro e soprattutto senza pensare al proprio orizzonte temporale e alla propria tolleranza al rischio.
Cosa significa tutto questo per il tuo portafoglio
La chiave non è prevedere perfettamente il futuro, ma costruire portafogli resilienti a scenari diversi.
Alcuni principi di buon senso, validi a prescindere dal nome del Presidente della Fed:
- Diversificazione: combinare strumenti diversi (fondi, Etf, obbligazioni, azioni, oro, ecc.) riduce la dipendenza da un singolo scenario.
- Coerenza con il profilo di rischio: un investitore cauto avrà una quota più alta di strumenti difensivi, uno più aggressivo potrà esporsi maggiormente ad azioni e asset più volatili.
- Orizzonte temporale: più è lungo il periodo di investimento, più è possibile assorbire le fasi di volatilità a breve.
- Disciplina: evitare di farsi guidare dall'emotività di fronte a giornate di forte oscillazione (come quelle viste di recente sull'argento e sui metalli preziosi in generale).
Conclusioni
Il dibattito sulle prossime mosse della Federal Reserve e sul ruolo del suo Presidente è destinato a rimanere al centro dell'attenzione dei mercati. Tassi in ribasso e riduzione del bilancio Fed sono due leve potenti, che possono spostare l'equilibrio tra oro, obbligazioni e azioni.
Per l'investitore privato, però, la domanda più importante non è se il bicchiere sia mezzo pieno o mezzo vuoto, ma come organizzare il proprio portafoglio in modo da non dipendere da una sola previsione.
Lavorare con un consulente finanziario che conosce la tua situazione personale, i tuoi obiettivi e la tua propensione al rischio permette di trasformare l'incertezza in un percorso ragionato, dove ogni scelta di investimento ha un ruolo preciso, indipendentemente da chi siede alla guida della Fed.
Contattami, tramite il form sottostante, se vuoi creare un portafoglio che si adatti al meglio alle tue esigenze.
