Investire in obbligazioni è spesso visto come un porto sicuro, un modo per far fruttare i propri risparmi ricevendo interessi regolari. Ma cosa succede quando qualcosa va storto?
Sentiamo spesso parlare di Default, un termine che può spaventare, ma che è fondamentale conoscere per investire con consapevolezza.
Che cos'è il Default?
In senso generale, il default indica una situazione di insolvenza: si verifica quando chi ha emesso l'obbligazione (che sia uno Stato o un'azienda) non è più in grado di restituire il capitale prestato e di pagare gli interessi promessi. In pratica, è come se un amico a cui avere prestato dei soldi vi dicesse che non può più ridarveli.
Non tutti i Default sono uguali: il caso del "Selettivo"
Esiste una sfumatura particolare chiamata Default Selettivo. Si verifica quando il debitore non riesce a onorare solo un impegno o solo alcune classi di obbligazioni, pur continuando a pagarne altre.
Perché è importante monitorarlo?
- È un segnale d'allarme: per le agenzie di rating, rappresenta il penultimo gradino prima del fallimento totale.
- Può creare disparità: è un'operazione controversa perché rischia di favorire alcuni creditori a discapito di altri, creando discriminazioni.
Conseguenze per gli investitori
In caso di default, il valore dell'obbligazione crolla, e i creditori potrebbero recuperare solo una parte tramite procedure fallimentari, o in casi estremi, vedersi completamente azzerato l'investimento.
Come muoversi in questo scenario?
Prevedere l'andamento dei mercati e il rischio di insolvenza è un compito complesso, influenzato da più variabili economiche globali.
La chiave non è evitare il rischio a tutti i costi, ma gestirlo correttamente.
Attraverso una pianificazione attenta che utilizzi strumenti diversificati come ETF, ETC o una selezione mirata di singole obbligazioni e azioni (utili anche per recuperare eventuali minusvalenze), è possibile costruire un portafoglio resiliente e adatto ai propri obiettivi di vita.
